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9 0ttobre - Cambusa/Locarno - 21:00
Compagnia Obviam Est e Company VItal DIgression
"Sometimes I Laugh Like My Sister"
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testo:
Rebecca Peyton e
Martin M. Bartelt
con: Rebecca Peyton
regia: Martin M. Bartelt
foto: Michele Engeler
in collaborazione con:
Reporters sans Frontières
col sostegno di:
Index on Censorship, Unity Theatre Trust e Repubblica e Cantone Ticino
in inglese / in English
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Rebecca, 32 anni, libera professionista, abita a Londra. Kate, 39 anni, corrispondente della BBC, abitava a Johannesburg, Sudafrica, ma nel febbraio del 2005 è stata assassinata a Mogadiscio, la capitale della Somalia. Era la sorella maggiore di Rebecca. I titoli della stampa internazionale sono stati dominati dalla sua morte, ma già nel giro di una settimana, il nome di Kate Peyton è stato dimenticato. Solo un'altra tragica vittima della battaglia giornalistica per testimoniare cosa succede nei campi di battaglia del mondo. Che cosa si sa della sua famiglia? E dei suoi amici? Qual è la storia di sua sorella? Prenderanno l’assassino di Kate? Rebecca ci invita nel suo mondo “post Kate”, ci racconta come la sua vita continua, inesorabilmente. Condivide con noi la sua filosofia personale e ci spiega il suo metodo infallibile per convincere un idraulico di Londra a venire già l’indomani. È una storia avventurosa, tragica, divertente, ma soprattutto onesta, Rebecca può parlare per quelli senza voce, compresi i giornalisti che non possono aprire la bocca per paura di perdere il proprio lavoro.
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In February 2005 the BBC journalist Kate Peyton was murdered in Mogadishu, Somalia’s capital.
She was Rebecca’s big sister. Her murder filled the headlines of the international press for some days then quickly the name of Kate Peyton was forgotten. What about her family? Her friends? Rebecca? What about the Congoleese man she wanted to marry? Or his small daughter, whose official adoption documents Kate never had the time to sign? Every year journalists are killed doing their job - in 2006 the total was 81. We are accustomed, even hardened, to the flood of news about the world’s griefs and the sense of helplessness it induces, but the stories of the journalists, the grief and loss their death induces, remain secret or even taboo.
Rebecca goes on, her life continues, and she is changed forever. She welcomes us to her Post-Kate-World and lets us participate in her personal philosophy, gives us tips for daily life, lets us see her her point of view. Shares with us her dreams, hopes and fears... she can name the unspeakable.
www.obviamest.com
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23 ottobre - Oratorio S.G.Bosco/Tenero - ore 20.30
Il paradiso delle donne - Teatro dei Fauni
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di e con: Santuzza Oberholzer
liberamente tratto da Albero genealogico di Piero Bianconi e Lettere dalla California di Renato Martinoni
regia:
Walter Broggini |
La nuova produzione di Santuzza Oberholzer narra la storia vera di tre sorelle, nate a Mergoscia dopo il 1860. La vita grama, la difficoltà a trovare marito, la mancanza di prospettive e la speranza in quello che molti emigranti descrivevano come “il paradiso delle donne” hanno nutrito i sogni e il coraggio di Angelica partita nel 1885 per la California. La sorella maggiore Margherita, madre di Piero Bianconi, è rimasta in paese, salda come un faggio ad occuparsi delle bestie e delle sorelline. Mansueta, invece, si è fatta monaca contro il parere dei familiari. Nomen omen, dicevano i Latini, nel nostro nome è il destino: Angelica, Margherita e Mansueta incarnano tre archetipi di donne della fine ‘800, ci raccontano com’eravamo e come in parte siamo ancora. Un omaggio a Piero Bianconi di cui ricorre il 25° della morte e il 40° di pubblicazione di “Albero genealogico”, acuta testimonianza del nostro passato.
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Eine Erzählung zum Schicksal der Tessiner Frauen in der Emmigration zum Ende des 19.Jahrhunderts, in italienischer Sprache.
www.teatro-fauni.ch
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28, 29 e 30 ottobre - Cambusa/Locarno - 21:00
Ladiesmacbeth - Cambusateatro
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da William Shakespeare
Maurizio Salvalalio regia e adattamento
Elisa Conte, Laura Rullo, Massimo Villucci, Cristina Zamboni e il piccolo Joshua Ghisletta attori
Leonardo Modena, Maurizio Salvalalio scene
Gipo Gurrado musiche orginali
Zeno Gabaglio violoncello
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Una tragedia gotica. Solo per 45 spettatori. Una scena circolare, oscura, intima, apparentemente senza via d'uscita. Un ventre materno sterile capace solo di partorire gli orrori di una mente avida di potere e mai sazia di conquiste. È la mente di Macbeth, un uomo privo di volontà, pervaso dalle sue ambizioni e tormentato dagli incubi sia durante il sonno sia durante la veglia. In questo allestimento i personaggi si nutriranno della presenza ravvicinata degli spettatori che per loro diventano nel corso della storia: il popolo di Scozia, gli invitati al castello di Inverness, i testimoni degli eccidi compiuti, il medico, la loro stessa coscienza. Per il pubblico è sicuramente un'esperienza più emotiva, molto diversa rispetto a uno spettacolo tradizionalmente protetto dalla quarta parete, qui rimossa all'origine. In collaborazione con Cambusateatro.
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Theater auf italienisch.
www.cambusateatro.com
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5 e 6 novembre- Cambusa/Locarno - ore 21:00
Giulietta - Teatroperiferico
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Paola Manfredi regia e drammaturgia;
Elisa Canfora attrice;
Dario Villa assistente alla regia;
Mirella Salvischiani costumi;
Alessandro Ares scenografie |
Giulietta è una signora borghese. È sposata con Giorgio, ma il loro è un matrimonio ormai di facciata. Lui, gentile e distratto, nasconde un tradimento, lei, ingenua e sognatrice, non sembra accorgersene. Quando lo scopre sente tutto il mondo crollarle addosso. Cominciano una serie di esperienze umilianti: l’assunzione di un investigatore per cercare le prove del tradimento, il tentativo di divenire più seducente nella speranza di riconquistare il marito, la ricerca di un altro uomo con cui dimenticare, il pianto, l’insonnia, l’umiliazione di immaginarsi gli amanti nell’atto. Giulietta è fragile, buffa, tenera, incauta, chiusa nella gabbia dorata che la tiene prigioniera, ma che lei ama e sente come sua. Si lascia amare, si offre impudicamente allo spettatore, mentre affoga nel suo allagamento emotivo e autolesionista. Chiusa in un salotto d’oro pieno di crepe, assediata da un esercito d’invasori che circondano la sua casa, Giulietta si pone una domanda che molti, nella sua condizione, si sono fatti: “Si può morir d’amore?”. Sì. In collaborazione con Cambusateatro.
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Kindertheater nach den Gebrüdern Grimm auf italienisch
www.teatroperiferico.it
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13 novembre - Centro Culturale Elisarion/Minusio - ore 20:30
due performances
'Yesterday - Ieri' - Quynh Dong
'Pattern Corpus' - Anthony Chretien
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Yesterday
di e con: Quynh Dong
fotografia: Hélène Tobler
Pattern Corpus
di e con: Anthony Chretien |
Il gesto è il segno, due performances
ed un rituale arcaico, lasciando nascere un'immagine che potrebbe sorgere dal nostro inconscio.
Yesterday di e con Quynh Dong
È una giovane artista visiva vietnamita che ha vinto premi internazionali per le sue opere in campi diversi, per lo più istallazioni. Nella performance “Ieri” la ricerca di una identità viene collocata nel presente, il pubblico vi partecipa muovendosi e allargando lo spazio di questo presente. L'artista dipinge l'ombra di un fiore, proiettata su un mazzo di fogli di carta, dipinge sul primo foglio e lo posa a lato. Poi ne dipinge un altro, un altro e un altro ancora, fino a quando la carta è esaurita. Il suo presente è circondato da centinaia di ombre di rose di “ieri”. Una poesia che tocca l'anima in modo arcaico, inspiegabile.
Pattern Corpus di e con Antony Chretien www.anthonychretien.net
Il francese Anthony Chretien esplora l'atto creativo. Di fronte ad un enorme foglio - con niente altro che del carboncino in mano e l'ispirazione di una musica - si mette a disegnare e questo atto è proiettato su un schermo. Si creano visioni ambivalenti del sé, l'intimità e l'apparenza dell’essere si manifestano attraverso il processo creativo. È una performance audio-visiva, strettamente legata all’atto fisico, nel quale il corpo oltre ad essere solo lo strumento al servizio del grande disegno a carboncino, diventa parte integrante di un atto scenico potente. I movimenti del disegnatore si svolgono tra una danza
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2 poetisch visuale Performances ohne Worte, die den Menschen in seiner Zerbrechlichkeit und Stärke in seiner Suche nach Identität darstellen. Die Zeichnung – ob Kohle oder Tusche – wird zur Übersetzung einer individuellen Wahrnehmung der Welt und dem Umgang mit dieser.
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21 novembre - Chiesa Evangelica Riformata/Ascona- ore 17:00
Suden Aika
Voci Audaci
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voce e percussioni:
Veera Voima
Nora Vaura
Liisa Matveinen
Katariina Airas
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Quartetto soprattutto vocale, le Suden Aika - nome che significa “Il tempo dei lupi “ in finlandese - mescolano la musica tradizionale di questo paese con nuove interpretazioni. Le quattro cantanti, che in alcuni momenti accompagnano il loro canto a cappella con strumenti tradizionali, hanno scelto poemi epici della mitologia Kalevala, ma anche canti che narrano della vita quotidiana soprattutto delle donne. Cantano all’amore, alle preoccupazioni, ai sentimenti profondi che nei secoli non sono cambiati molto. Gli arrangiamenti e parte dei testi sono nati da improvvisazioni collettive. Veera Voima è già stata ospite di osa! nell’autunno 2009 con il trio Suo, di cui il pubblico ha apprezzato la delicatezza e la forza interpretativa.
Con il patrocinio dell' Ambasciata di Finlandia in Svizzera e del Console Onorario di Finlandia in Ticino.
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Suden Aika – die Zeit der Wölfe, mischt traditionelle und zeitgenössische finnische Musik, zum Teil A Cappalla, zu einem eindrucksvollen Klangbild des Leben hoch oben im Norden. Veera Voima war bereits 2009 zu Gast bei osa! und hat das Pubblikum in ihren Bann geschlagen.
Unter dem Patronat der Botschaft Finlands in der Schweiz und des Honorarkonsuls im Tessin.
www.sudenaika.com
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27 novembre- la fabbrica/Losone- ore 20:30
Musica e danze con i gitani dell'India -
DHOAD GIPSIES OF RAJASTHAN
Voci Audaci
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Rahis Bharti
con
Amrit Hussain, Ghulam Ali, Gopal Singh e Bilal Khan
e la ballerina Kamla Kumari
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Oltre alla musica propongono danze, fachiri e arti circensi. Provengono dal deserto Thar dello Rajasthan al nord-est dell’India, culla degli artisti e menestrelli che un tempo viaggiavano di corte in corte per intrattenere i principi. Ora come molti altri nomadi sono emarginati, malgrado siano i continuatori delle ricche tradizioni musicali della loro terra, dove l’arte si trasmette di padre in figlio. Interpretano il repertorio tradizionale del nord dell’India che lascia molto spazio all’improvvisazione, una musica che ricorda il crepitare del fuoco. Dhoad sono ambasciatori della cultura del Rajasthan nel mondo, negli ultimi sei anni hanno tenuto 600 concerti in 40 paesi e nei più importanti festival.
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Dhoad sind wohl der eindrucksvollste und erfolgreichste “Exportartikel” Rajasthans. Sie bringen uns die Musik und Tänze, die Kultur der Zigeuner der indischen Wüste Thar, näher und fastzinieren in ihrer Eindrücklichkeit und lebensbejaenden Ausdruckskraft.
In Zusammenarbeit mit den Centro Umani; Ascona.
http://profile.myspace.com/dhoad
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28 novembre - Cambusa/Locarno - ore 17:00
Amazzonia Pereré - Teatro dei Fauni
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Vicky de Stefanis autrice
Luigi Sala e Vicky de Stefanis animazione e musica
Santuzza Oberholzer regia |
Ispirato ai personaggi della mitologia amazzonica, lo spettacolo tratta del rispetto per la natura. Una bambina con il suo amico intraprendono un viaggio nella foresta in cui non mancheranno gli incontri con i personaggi fantastici: i divertenti Sasi, folletti brasiliani, o la terribile Cuca con testa di coccodrillo e zampe di gabbiano. Ascolteranno il consiglio del nonno: “per realizzare i propri sogni, bisogna crederci intensamente”. Il Teatro dei Fauni, organizzatore del festival, è attivo con spettacoli prevalentemente rivolti ai ragazzi dal 1986. Vicky De Stefanis, burattinaia nella Compagnia dal 1998, ha vissuto e presentato i suoi spettacoli in Brasile dal 2003 al 2005 e lì ha raccolto questa storia.
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Kindertheater auf italienisch.
www.teatro-fauni.ch
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12 dicembre - Centro Culturale Elisarion/Minusio - ore 17:00
Coro Goccia di Voci
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Direzione Oskar Boldre |
Il coro polifonico desidera valorizzare e fondere insieme gli aspetti sacri e quelli giocosi del canto e dare una possibilità di cantare insieme anche a persone alle prime esperienze. Nel corso degli anni, il gruppo si è consolidato ed il repertorio ormai comprende brani che provengono da svariate parti del mondo e composizioni originali del direttore. Un approccio alla coralità, quello di Oskar Boldre, che predilige un’interpretazione "viva", utilizza spesso la voce come strumento per un linguaggio senza parole e senza frontiere. Ne risulta un gruppo che comunica una grande carica ritmica ed un calore del tutto particolari. Boldre è direttore artistico di Voci audaci. In collaborazione col Centro Culturale Elisarion.
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Gesänge aus aller Welt und Schöpfungen des Chorleiters Oskar Boldre schlagen uns mit ihrem Rhythmus und ihrer Wärme in ihren Bann und zaubern ein Lächeln auf die Lippen der KonzertbesucherInnen. In Zusammenarbeit mit dem Centro Elisarion.
www.oskarboldre.com
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